
E' passato più di 1 anno prima che riuscissi a finire le oltre 400 pagine di LEOPARDI di Piero Citati e continuo a chiedermi: perchè? Perchè ho deciso di acquistare e soprattutto di leggere un saggio su Leopardi? Del resto l'avrei dovuto capire che non era affatto una lettura leggera e il retro di copertina tra le righe lo diceva: l'autore si contraddistingue per "la capacità di immedesimarsi nello scrittore, di seguire ogni minimo impulso del testo, fino a creare una nuova opera, vibrante e appassionata" (= leggi: un saggio che ripropone le opere e la vita dello scrittore in pieno stile leopardiano, splendido se è una poesi di 5 righe un po' impegantivo se è un libro di 440 pagine!). Dopo 1 anno di lettura frammentata e raramente continuativa, di cui ricordo molto bene l'inizio ma molto poco quello che c'è stato in mezzo, alla fine ho chiuso il libro e ho una pila di altri libri che mi aspettano sul comodino.
IL QUADERNO DI MAYA, Isabelle Allende (398 pag.)
CECITA', Josè Saramago (276 pag.)
DISCORSO SULLA SERVITU' VOLONTARIA, Etienne Boetie (71 pag.)
Tutti rigorosamente al di sotto delle 400 pagine!