domenica 30 novembre 2008

Ufficio deserto ...

Ufficio ancora deserto, silenzio, parcheggio semivuoto che lentamente si riempie e silenzio. E' bellissimo, adoro le prime ore della giornata; l'impressione di essere da sola, completamente da sola in questa grande azienda. Non per l'intera giornata, perchè so che poi si riempirà l'ufficio e i corridoi, ma è bello questo momento di solitudine mattutina proprio perchè so che poi finirà. Un momento brevissimo di raccoglimento e poi, in un attimo, buongiorno buongiorno, arriva qualcuno e si inizia a lavorare.
Però la pace e la serenità di quella breve illusione mi basterà per tutta la giornata.

mercoledì 26 novembre 2008

Di sagra in sagra

In momenti di crisi si riscopre il valore e il piacere delle tradizioni, così mi dicono e così pare. In linea con la tendenza lo scorso weekend effettivamente si è svolto del tutto all'insegna delle feste popolari: sagre e fiere di Paese, come vuole la tradizione.

Davvero carina è stata la festa del cioccolato a Gradisca, ve la consiglio il prox anno! Occasione, tra l'altro, per scoprire una cittadina che difficilmente è meta di visite, per chi non è strettamente del luogo. Beh devo dire davvero bella e merita andare a farci un giro anche per ammirare il teatro, a mio modesto parere e con le dovute proporzioni oserei dire al pari della Scala.

Ma il più più bello è stato domenica sera alla Festa della Madonna della Salute a Ormelle: frotte di signori attempati che ballavano il valzer e la mazurca. Detto ciò, va da sè, che urge un corso di balli da sala! Chi vuole intendere, intenda... Fortunatamente, per chi si fosse perso questo esilarante appuntamento, non disperate; la festa a Ormelle dura fino ai primi di dicembre!

Altra proposta, geograficamente parlando, è la Fiera di S. Andrea a Portogruaro questo weekend e se passate di là non dimenticatevi di bere un colpo alla Tavernetta, se avete fortuna vi servirà Valentina!

lunedì 24 novembre 2008

Nevicaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!

Decisamente inverno! Oggi prima grande nevicata e me la godo dalla finestra dell'ufficio ...



giovedì 20 novembre 2008

Il teorema del dentifricio

Anche la Litizzetto ne parla nel suo libro ed è effettivamente una teoria inconfutabile, per quello che posso dire considerando il mio ristreto nucleo familiare; anche se, in realtà, da una breve indagine in ufficio ho scoperto che non è così generalizzabile la diretta associazione al sesso. In ogni caso io sì! Appartengo a quella categoria di persone che schiacciano il dentifricio in modo del tutto casuale al centro, fin tanto che non si esaurisce del tutto rendendo a quel punto necessario un lavoro chirurgico di schiacciamento dal fondo.
Tutto ciò per me che sono di natura assolutamente razionale risulta una grave mancanza, che ho sempre attribuito allo stato di semi rincoglionimento in cui mi sveglio la mattina. Oggi, invece, proprio mentre mi lavavo i denti ... ho avuto l'illuminazione! Non è un processo casuale, bensì una geniale logica operativa e a tale proposito ho sviluppato e comprovato un vero e proprio teorema logico-matematico: IL TEOREMA DEL DENTIFRICIO.

TEOREMA DEL DENTIFRICIO: il tempo impiegato nell'attività di schiacciamento tubo è inversamente proporzionale alla quantità residua di dentifricio. Detto t il tempo e detta r la quantità residua, f(r) = t è decrescente e, inoltre, è possibile affermare che t cresce meno velocemente di r, ossia la curva è concava.
Ciò significa che le variabili parto dal fondo o parto a caso non influenzano l'andamento della curva; piuttosto, la componente cura con cui procedo all'operazione potrebbe incidere sulla concavità appiattendo la curva, ossia portando la derivata seconda = 0.
Concludendo: è indifferente procedere schiacciando il tubo a caso o partendo dal fondo, anzi è forse più conveniente procedere a caso!

mercoledì 19 novembre 2008

Buoni propositi

Pauraaaaaaaaaaaaaaaaa

Stamattina mi sono svegliata di buon umore, dopo 2 giorni di umore nero; mi sono vestita carina con tanto di gonna, sfidando il freddo, e sono scesa alla macchina...UN CUBO DI GHIACCIO! La mia povera macchinina stamattina era un cubo di ghiaccio (avrà sbagliato lavaggio?!); tutta ricoperta di brina, tanto che non si riusciva neanche a tirar giù i finestrini o usare i tergicristalli. COmpletamente in panico e già in ritardo, perchè c'ho messo un po' a realizzare, sono corsa in casa a riempire una bottiglia di acqua tiepida (geniale!). Correndo giù per le scale mi si para davanti una vecchina e dietro la porta dell'apaprtamento di sotto, scorgo un vecchietto in pijama che osserva (i matti non erano tutti a TS?!). "Siete voi che fate lavori? ... - in perfetto terronico (e io che mi lamentavo dell'accento veneto!)- sì perchè le scale ... o usate l'ascensore?". Chissà cosa vuole - penso - e nel frattempo mi sto ustionando la mano con la bottiglia per la mia macchinina. "Signora non so noi qui non facciamo lavori, provi a vedere negli altri appartamenti". Rispondo. "Eh sì allora vado su, ma suono a caso?" perchè rompere a me è stata una scelta ponderata? Penso. "Vado su allora". "Sì Sì signora vada". "Ma tu allora usi le scale o l'ascensore?". "No signora io vado a lavorare s emi permette" ... vabbè alla fine, con passo fulmineo, riesco a sorpassare e conquisto il parcheggio. Butto l'acqua ormai fredda sulla macchina, ma ahimè non basta! Vabbè poco male andiamo via così, la strada è breve. Procedo con calma osservando la strada da quel poco di finestrino pulito e riesco ada rrivare a lavoro quasi in tempo. Parcheggio e salgo ibn postazione. Il sole si leva alto nel cielo in velocità la mattina, guardo fuori dalla mia finestra e vedo il parcheggio illuminato dalla calda luce del sole e penso "per fortuna per ora di pranzo la macchina si sbrina". Il sole si spande generosamente sul parcheggio..su tutte le macchine...ahimè tutte tranne una: la mia! Fatalità la mia macchina cade giusto sotto l'ombra dell'unico pilone del magazzino!

Io dico: vale la pena partire con i buoni propositi la mattina se poi il caso te li boicotta così vergognosamente?! Domani è sicuro: umore nero e jeans!

lunedì 17 novembre 2008

Onorevole peggio di una cameriera

Carissima onorevole, mi chiamo Marilena Antonini. Laureata con 110 e lode in Economia e da 2 anni definitivamente nel mondo del lavoro. Mi preme fare questa premessa tanto per farle capire che non sono un’ignorante. Mi preme farle avere il mio pensiero, che so non leggerà lei ma un addetto alle relazioni con il pubblico che sicuramente ha ormai la risposta pronta ad ogni tipo di obiezione e commento. Ma non si disturbi a rispondere, tu addetto alle relazioni con il pubblico dedicati pure agli elettori promettenti e non a me. Scusate se mi sono dilungata, ora vengo al punto (per quello che può servire). Mi permetto di segnalarvi i commenti della popolazione virtuale, di risposta all’intervista pubblicata su libero. Il mio di commento mi premeva farlo direttamente qui: vergogna! Vergogna perchè dalla posizione di politico pagato tanto quanto il sistema prevede (e non mi interessa se tanto o poco), voi non vi dovete permettere anzi Lei sig.a Carlucci non si deve permettere di paragonarsi ad un commessa o ad un operaio e mi permetto di farglielo notare in qualità di contribuente. E si tenga pure per lei gli sfoghi relativi al suo poco tempo da dedicare a figli e famiglia, la prego se ne astenga la prossima volta perchè è davvero offensivo per chi legge. Anzi le faccio una proposta: la prossima volta che si sente stressata e offesa dalle Iene di turno (chiariamo non è di certo la mia trasmissione preferita) la prego, mi chiami che ci facciamo due chiacchiere e le racconto un po’ i miei problemi; la prego davvero mi chiami, perchè io purtroppo, così come tanti altri italiani, non abbiamo la possibilità di sfogarci ai microfoni televisivi o sui blog istituzionali.



giovedì 13 novembre 2008

Ho scritto nero su bianco

Ieri sera sono rientrata a casa con un gran mal di testa, dopo una giornata di lavoro intensa. Troppe ore davanti al pc. Troppo lavoro. Ho seguito il consiglio della mia mamma e, arrivata a casa, mi sono infilata dritta sotto le coperte a luci spente. La pioggia che batteva sulle finestre, il rumore delle tubature del riscaldamente in funzione, ogni tanto qualche segno di vita dai vicini. Ho cercato di dormire o almeno di riposare un po', ma nella mente mi si affollavano pensieri e parole. Flash della giornata e voli pindarici della mente, nascosti dietro la lista di cose da fare, arretrati del lavoro domestico e progetti per l'indomani. Alla fine ho deciso: mi sono alzata, mi sono seduta sul divano e ho scritto. Nero du Bianco. Ho lasciato libero sfogo ai pensieri e ho scritto. Ho scritto tanto. Ho scritto dellla mia vita, del mio passato e del mio futuro. Mai del presente, non si può! Ora che lo scrivi è già passato. Ho scritto. Ho scritto della mia casa a TS, che mi manca e che dolorosamente mi rendo conto non sarà più casa mia. La mia città, il mio mare, la mia gente. Rimarrà semmai la città di mia sorella, dove cresceranno i suoi figli e non i miei. Ho scritto del mio lavoro, dei miei lavori. Quanti ne ho cambiati e quanti forse ne cambierò. Quante persone ho incontrato sul mio cammino e a quante ho lasciato un pezzo di cuore. Sempre tanto doloroso, ma più il tempo passa, più persone incontro sul mio cammino e più mi accorgo di quanto grande è il mio cuore e quanto infinito è l'affetto che porto dentro. Ho scritto che volevo fare la ballerina e che ancora voglio fare la ballerina e prima o poi lo diventerò. Ho scrito dei viaggi che mi piacerebbe fare prendendo l'aereo, la nave, il treno, partendo a piedi o semplicemente restando seduta a scrivere. Ho scritto tanto. Ho scritto l'inizio e la fine di un libro, il libro che mi piacerebbe scrivere. Ho scritto anche di un libro che avrei voluto scrivere quando ero piccola e di cui ancora conservo le prime pagine scritte con la macchina da scrivere, mi piacerebbe trovarlo quel libro e rileggerlo a distanza di tanti anni. Ho scritto poesie già sentite. Ho scritto la lista della spesa e ho scritto la parola fine. Ho scritto tanto e infine mi è passato il mal di testa.

martedì 11 novembre 2008

Il ciarut de ledan

A breve seguirà anche la versione per sordo muti, perchè non vogliamo negare a nessuno il piacere della CULtura popolare.

Noi ragazze semplici del Friul ci divertiamo con poco ....

domenica 9 novembre 2008

Sesso senza sorprese

Tutto quello che NON devi sapere per non rimanere incinta (pdf.)

Saremo anche grandi adulti e vaccinati (forse), ma pur sempre figli del "cioè"; cresciuti con certe leggende metropolitane inverosimili e fantasiose, che in pubblico tutti deridiamo come false, ma sfido io chi non ha mai dubitato che forse in fonfo in fondo un po' di verità c'era e che comunque tentar non nuoce?! Beh ve lo dice la SIGO e il mio papà: sono tutte bufale!

  1. Per evitare di rimanere incinta bisogna lavarsi con la coca-cola o il limone dopo un rapporto sessuale
  2. Si può rimanere incinta con un bacio
  3. Se prima di un rapporto bevi tre wisky non puoi mettere incinta la ragazza
  4. Non si può rimanere incinta se il rapporto dura meno di un minuto
  5. La prima volta è impossibile rimanere incinta
  6. Non si può rimanere incinta facendo l'amore in piedi
  7. Non si può rimanere incinta facendo l'amore in acqua
  8. Se fai l'amore di giorno non rimani incinta perchè lo sperma ai ragazzi esce solo di notte
  9. Se fai sesso con un uomo che da ragazzo si è masturbato molto non rimani incinta perchè ha già consumato tutti gli spermatozoi
  10. Una donna non può rimanere incinta se durante il rapporto non raggiunge l'orgasmo

Donne con o senza voglia di maternità fatevi un giro nella Città delle Donne.



lunedì 3 novembre 2008

Bimba piccola sempre

Sì Sì... alla fine rimango sempre la bimba di casa, io sono la più piccola...bimba indifesa...


Esistono a riguardo diverse scuole di pensiero, a seconda del ruolo e del sesso di chi si esprime; rimane comunque innegabile che, parlando di "fratelli minori/maggiori", c'è sicuramente una disparità di trattamento, il fratello minore tendenzialmente ha la sindrome deell'invidia perenne perchè "tuo fratello alla tua età..." etc., allo stesso modo ci può essere il rischio di paura del fallimento per il maggiore che è abituato a fare da modello (ma siamo sicuri????) etc. etc. etc.
Ma c'è un fatto altrettanto innegabile e tanto bello: il minore rimarrà sempre il più piccolo e indifeso e coccoloso e "poverino lui/lei è più piccolo/a". Tutto ciò per dire che in fondo non mi dispiace affatto questa mia posizione di eterna seconda, tanto più se i sensi di colpa maturati negli anni da amici e parenti si trasformano in regali, favori e accondiscendenza; insomma una piccola confidenza, che qui dico e qui nego, in fondo in fondo siamo noi i veri favoriti, noi piccolini di famiglia, ma l'importante e non farlo sapere a nessuno e continuare a giocare con le bambole e i palloncini!


Approposito Nemo sta bene e continua a volare ...

sabato 1 novembre 2008