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domenica 16 agosto 2015

Ricordi e parole

Riordinando i resti dell'ennesimo trasloco ho trovato dei fogli scarabocchiati: una lettera mai spedita che racchiude pensieri di 5 anni fa (credo),  belle parole che mi dispiaceva buttare senza dar loro un seguito seppur estemporaneo…

TRIESTE - I miei genitori hanno venduto l'appartamento di Trieste (la mia ex casa), scrivendo la parola fine ad un bel pezzo della mia vita. Certo ho avuto tutto il tempo per abituarmi all'idea, il cambiamento e' stato graduale, ma sapere che ormai e' definitivo mi fa soffrire un po'. Fin tanto che avevo ancora una casa, potevo continuare a fare i we a TS. La citta' degli anni più' belli della mia vita: la citta' dove ho studiato, dove ho amato, dove ho iniziato a lavorare. Ora rimarrà la citta' dove vive mia sorella, dove andremo a fare i pranzi di Natale, dove cresceranno i suoi figli e non i miei.

NEL MIO PICCOLO - A 15 anni volevo fare la ballerina. Poi ho avuto paura. Troppi sacrifici, troppi sforzi, troppe rinunce, troppo lontano. Non ero pronta, ne' abbastanza forte per affrontare tutto cio'. Ho avuto paura. O forse i miei genitori mi hanno fatto credere che avevo paura o semplicemente non ho avuto la forza di combattere.
Mi sarebbe piaciuto viaggiare, conoscere nuovi palcoscenici di teatri stranieri e concludere i miei viaggi con fasci di rose rosse. Ho viaggiato tanto anche senza ballare, anche con le paure dei miei genitori al seguito, ma non ho mai ricevuto fasci di rose rosse alla fine del viaggio. Non ho mai ricevuto fiori neanche quando ballavo nel teatro del mio paese. In fondo non sono mai stata una grande ballerina, pero' sono sempre stata brava nel mio piccolo. Che poi cosa vuol dire nel mio piccolo? Che quel poco che sappiamo lo sappiamo bene? Non credo, credo piuttosto si riferisca alla piccolezza dell'essere umano e non all'entità' del sapere. Nei confronti di un essere così piccolo e limitato, in questo senso sono sempre stata brava nel mio piccolo. Un'interpretazione che mi rassicura alquanto, perche' allo stesso modo di me anche i grandi, che sono grandi per fama e onore nei confronti del resto del mondo, nel loro piccolo sono tanto quanto me: piccoli nel loro piccolo.

NON SO SCRIVERE - Sto sognando, sto dormendo e sto pensando: che belle parole. Bisognerebbe scriverle, ma non ne sono capace. Catturarle su una pagina bianca e lasciarle li'. Non ne sono capace. Non sono capace di scrivere tanto veloce quanto veloce viaggia il pensiero, non sono capace di catturare il senso delle parole nella grafia nero su bianco. Detesto il rumore meccanico della tastiera e mi perdo nel tentativo di ricordare il flusso spontaneo dei pensieri.
Per un attimo mi fermo, li guardo. Sospesi nell'aria, galleggiano nella mia mente e si nascondono pensando di non essere visti. Giocano a confondermi alternandosi e mutando colori, forme, caratteri. In un attimo riprendo la ragione e di nuovo tornano tutti in fila come soldatini all'appello.
Non ne sono capace. La punteggiatura e' una croce. Non esiste punteggiatura degna del ritmo, della musica, delle pause dei miei pensieri. Segni asettici, tutti uguali e privi di spirito. La punteggiatura non esiste, non esiste uguale per tutti nei pensieri. Esistono solo i sospiri e i respiri. Insomma, non ne sono capace. Di scrivere, non ne sono capace.

venerdì 22 novembre 2013

Luce bianca fuori e luce blu dentro

Respira profondo, disegna un cerchio blu intenso mare che ti porti dentro e poi butta fuori luce bianca. Respira. Respira profondo... Ormai non e' piu' tempo di meditare e rimpiango i gironi passati a scrivere sul diario e mentre scrivevo pensavo "piu' tempo passo a scrivere su queste pagine e meno sapro' vivere la mia vita che passa via inesorabile". Energia repressa che ad un certo punto che non ricordo e' esplosa e ora sono ancora nel vortice dell'esplosione, vorrei appigliarmi a qualche pagina di diario del passato un po' per nostalgia un po' per curiosita' del ricordo un po' per eterna insoddisfazione. Ma non ci sono piu' pagine. Non sono piu' pagine da leggere, sono pagine da ricordare e pagine che scrivero' quando decidero' di fermarmi ancora.

domenica 11 novembre 2012

My diary

C'era un tempo, quando i miei pensieri sparsi li scrivevo materialmente su pagine di carta e non nell'etere della rete, che mi preoccupavo di quanto le masturbazioni mentali mi distogliessero dalla vita reale; con un po' più di poesia, suonava più o meno così: "Ho l'impressione che più continuo a scrivere su queste pagine e meno riuscirò a vivere nella vita reale, invece di scrivere dovrei uscire da guscio e vivere". Anche a distanza di anni non so dire se la mia preoccupazione fosse fondata o no, non credo di essermi privata di pezzi di vita anzi... Eppure oggi, complice la pioggia o complice la solitudine del momento, mi è tornato in mente questo pensiero...

sabato 29 settembre 2012

Scegliere di vivere

La vita è fatta di scelte, non di scelte giuste o sbagliate ma semplicemente scelte di vita. Scelte continue, scelte di vita di tutti i giorni e di tutti noi, non scelte di vita o di morte o strade a senso unico. Sono scelte che potrai sempre riscrivere. Piccole grandi scelte quotidiane che disegnano il percorso della nostra vita, i giri e rigiri e cambi di rotta e deviazioni non segnalate. Scelte che rendono prezioso ogni momento, ogni istante, ogni attimo. Scelte che fanno la differenza tra vivere e sopravvivere, perché per vivere davvero basta scegliere.

mercoledì 27 giugno 2012

Ricordi & Riflessioni

Per definire il concetto di autostima sovente si ricorre a entità interiori (trovare la forza dentro di sé) o giustificazioni esteriori (definire l'aspetto fisico, migliorare la postura) in ogni caso si cercano motivazioni terze a sostegno del fatto che se perdiamo l'autostima la colpa è di qualcosa/qualcuno che ha causato una variazione nel nostro percorso naturale di crescita/continua maturazione dell'anima (preferisco il termine anima piuttosto che psiche).
Vero, ma solo parzialmente a mio avviso.
Perchè l' autostima, ovvero la buona opinione di se medesimo, non vive e nasce da sola, così come una pianta non innaffiata annasperebbe e si prosterebbe a terra.
L'autostima necessita di una buona madre (o padre), dell'affetto fermo, dolce ma risoluto di qualcuno che sostiene nel momento della caduta senza farti sentire un incapace, che ti insegna a usare la paura come strumento di conoscenza di te stesso, non come spauracchio che porta all'immobilità, che ti tramandi l'arte senza tempo dell'ironia come comprensione delle (poche) cose importanti della vita, che ti prenda per mano e ti conduca in un passo di danza lungo le fasi di quel cerchio chiamato vita, finchè non sarai tu a fare lo stesso con qualcun altro.
Non parliamo di genitori biologici, non solo.
Sono genitori-puzzle, nel senso buono e un po' dissacrante di termini istituzionali e di regole imposte, quali rispetto assoluto, senso dell'autorità, obbedienza e così via.
Termini, questi ultimi, che si adattano molto bene a un contesto di bassa autostima, in cui essendo stato tolto ciò che di più forte e autentico c'è nelle persone, è facile e semplice far attecchire concetti e prassi così banali quanto pericolose e svilenti per la fiducia nella persona.
Si noti: sono concetti, moniti che van bene per tutti. Anche un cane (non me ne volga il cane) se addestrato ubbidisce e comprende chi è l'autorità.
Tornando a noi, un puzzle dicevo, perchè si può essere estremamente fortunati (come ritengo di essere) e quindi trovare tutto ciò che serve nei propri genitori/nonni/altri legami parentali, oopure si piò aver bisogno (ma non è detto sia un dramma) di comporre degli aspetti tratti da diverse figure, educatori, amici più grandi, allenatori, insegnanti, presunti cattivi modelli, donne e uomini anziani, persone che si sono trovate veramente oppure che non hanno mai avuto bisogno di cercarsi perchè, per loro fortuna, sono sempre vissute nel rispetto del proprio sé autentico autostima è costruire una strada all'indietro (la strada del proprio passato) quando invece si sta correndo avanti.
Geometricamente impossibile, è in realtà un percorso impegnativo ma plausibile anche per chi si sente più indebolito, preda di quell'horror vacui che si tenta vanamente di riempire con finti ideali, obiettivi esteriori, nevrosi, cure dimagranti per l'anima.
È banale e trito dire che non c'è più un tempo, il tempo, per niente.
Ma fare un passo avanti, domandarsi perchè, è già meno banale.
Siamo talmente lontani dalle nostre istanze più autentiche che non riusciamo a mettere in cima alla lista ciò che conta davvero per noi (se ci ricordiamo cosa è).
tornando ai padri e madri, è indispensabile per stare nel mondo e per non soccombere dinanzi ai suoi insulti, alle superficiali battaglie e invidie quotidiane, così come alle difficoltà e al dolore dei momenti più bui, è indispensabile dicevo avere un approdo, un porto di arrivo.
Questo luogo non è altro che la conferma di noi stessi, delle nostre caratteristiche più vere (giuste o sbagliate che siano, a occhi estranei) e questa conferma ci viene data dall'approvazione (o dalle critiche sincere) che ci sono state fatte su determinati aspetti dai nostri genitori affettivi.
(...)
Mandi.
C. Avv.

mercoledì 22 febbraio 2012

La ricetta della felicità

>FARE SPORT
Fare attività fisica possibilmente di tipo aerobico aiuta il buon umore e combatte lo stress, nonchè fa bene al corpo e alla linea. Meglio se all'aria aperta e meglio se di gruppo.
Su questo punto in effetti non posso eccepire: anche le lavatrici che si accumulano causa palestra sembrano essere meno difficili da gestire dopo una lezione di pilates, malgrado le ossa rotte e la cena ancora da preparare.
Motivo per cui mi sono re-iscritta in palestra e questa volta ho esagerato: abbonamento OPEN!
PS per i più maliziosi: non giustificatevi dicendo che la vs attività fisica è fare tanto sesso, a meno che non lo facciate in sospensione appesi al lampadario con gli addominali contratti si bruciano poche calorie.

>MANGIARE SANO
E' tutta una vita che sono a dieta o cerco di esserlo o forse sono solo molto convincente nel dirlo, fatto sta che dopo i bagordi delle ultime settimane non si può proprio rimandare: DIETA FERREA!
Ancora non sono convinta del giorno preciso in cui iniziare (non si inizi niente di venerdì!), ma sta volta lo faccio. Sappiate fin da subito che siete soli in questa crociata, soprattutto: non credete al vs partner che vi dirà "facciamolo insieme"!? lo dovreste capire che è inaffidabile se mentre ve lo dice sta affettando la soppressa e bevendo un bicchiere di rosso...
Mi dispiace per amici e conoscenti, ma gli aperitivi e stuzzichini e cenini sono sospesi a data da destinarsi; ne risentirà la mia vita sociale, ma di sicuro ne beneficia il corpo e il portafogli!

>DEDICARSI A SE'
Purtroppo ormai è definitivo che io abbia appesa le scarpe al chiodo, tra l'altro sono così fuori allenamento che mi è difficile pensare anche di riprendere a fare danza; ma ciò non significa che non mi rimangano altre passioni da coltivare: la danza posso sempre andare a vederla a teatro (preferibilmente con accompagantori che non russino mentre dormono), un bel libro (appena avrò finito il mio mattone su Leopardi che ancora mi chiedo perchè mai l'ho comprato?!), dipingere (possibilmente senza pitturare anche i tappeti sta volta) e tante altre amenità che tengano viva la testa e il cuore!

mercoledì 15 febbraio 2012

Quand'è ora di dire basta?

Quando è una settimana che mi tengo la borsa della palestra in macchina e non sono riuscita ad andarci neanche una volta?
Quando passi il weekend a cucinare verdure bollite per mangiare sano e poi ti ritrovi a pranzare con le merendine delle macchinette e cenare con un toast del bar della stazione?
Quando passi la giornata al telefono ma non riesci a trovare 5 min per chiamare la nonna?
Quando lavori mediamente 12 h al giorno ma non è mai abbastanza?
Quando ...

Ma per ogni basta c'è sempre una buona scusa per continuare, una motivazione forte ad andare avanti, provare a se stessi che si può sempre fare di più e in fondo le cose che contano davvero sono altre!

mercoledì 10 marzo 2010

Non smettiamo di sognare

C'è una belle frase di Bennato, che sento molto mia e fa più o meno così...

... Chi non ha sognato mai il grande amore?
E chi non l'ha trovato mai è sognatore ...

Mi piace pensare di non aver ancora trovato il grande amore, perchè altrimenti vorrebbe dire che ho smesso di sognare?!


martedì 15 dicembre 2009

Partire, andare o semplicemente tornare

Tornare a casa, alla vita di prima, alla vita di sempre e potersi lamentare della quotidianità, consapevoli di quanto comoda sia. E intanto guido lungo la strada di casa, una strada che non mi appartiene e una casa che ho cercato di cambiare tutta la vita e adesso mi manca. Qualcuno ha detto che è bello viaggiare se hai una casa dove tornare, ma ancor peggio credo sia imporsi una casa o una famiglia o una storia quando hai già tutto questo: una famiglia chiassosa, una casa troppo grande e una storia che non ti soddisfa. Sarà per questo che non mi piace guidare. Troppi pensieri e troppo sfumati, troppi pochi ricordi, troppe domande e troppe risposte. E la guida diventa lenta, vischiosa, distratta. Distratta dai fantasmi di un presente inconsistente e così assente di fantasia che non sa far altro che riproporre le passate incongruenze e gli errori condizionati dallo spauracchio del futuro (sempre lo stesso). Ho collezionato i miei giorni con grande pazienza e con grande cura, ho riposto i miei primi 20 anni in uno scrigno di preziosi ossessionata dalla paura di perderli e con gli anni invece ho perso l'interesse a ricordare. Non perchè abbia dispiaceri da nascondere o sotterrare, ma per pigrizia. Pura e semplice abulia di voltarmi indietro. La stessa apatia che mi prende alla guida e dimentica del dove, mi accorgo solo all'ultimo della luce rossa del semaforo. Non ci provo neppure a frenare. Non importa, andiamo avanti. Non mi importa della strada, sto pensando e quando penso non voglio distrazioni.

mercoledì 24 giugno 2009

E' passato un anno e...

19 Marzo 2007 - La mia II laurea, l'ultima, e anche l'ultima pizza alla Nutella.

25 Giugno 2008 - Si aprono le porte del magico mondo Stefanel: camicia bianca, gonna nera a fiori rossi e scarpette rosse. Biancheria? ... non ho azzardato tanto, semplicemente bianca.

25 Giugno 2009 - E' passato un anno e siamo ancora qua!

Cos'è fatto un anno di lavoro in una nuova città? in una nuova azienda? ... è fatto di nuovi saper fare, di nuove cose da fare, nuove strade, nuove paure, nuovi obiettivi, nuove persone da contattare, nuove persone di cui parlare, nuove persone con cui parlare. Soprattutto. Soprattutto nuove persone con cui parlare.
Di tanti lavori e luoghi che ho cambiato conservo soprattutto il ricordo delle persone che ho incontrato, con cui anche se per poco ho condiviso momenti e pensieri importanti e non mi riferisco ai massimi sistemi; pensieri e ricordi importanti sono un gesto inaspettato, uno sguardo complice, un aperitivo insieme.
Bevo il caffe' di inizio giornata ed uno ad uno ripenso a chi ho incontrato negli anni a Trieste, a Milano, a Monfalcone, ... Piccolo resoconto di una vita per concludere che ormai sono diventata grande, sono gia' un paio d'anni che ho 25 anni e mi piacerebbe tornare ad averne 16. Intanto rifletto su quello che vorrei fare o diventare da grande e penso che questo non sara' l'ultimo lavoro, l'ultima citta', gli ultimi colleghi. Aspettando che la vita cambi ancora direzione, mi godo la mia felicita'.

giovedì 19 febbraio 2009

Pillole di saggezza

Negli anni ho incontrato sulla strada una marea di predicatori: insegnanti, amici, colleghi e alle volte sconosciuti che si sono di volta in volta prodigati a darmi il loro insegnamento di vita, rivelarmi le loro pillole di saggezza. Però devo ammettere che nel marasma di consigli, riflessioni e insegnamenti che negli anni ho raccolto ce ne sono alcuni, spesso involontari e magari ascoltati per caso, che mi sono rimasti particolarmente impressi. Alcune frasi che ricordo perfettamente, di cui ricordo anche il modo e il contesto in cui sono state pronunciate e che negli anni, a forza di ricordare, ho imparato a condividare. Il successo si raggiunge per merito e per fortuna. Le opportunità bisogna sapersele creare. Per vincere le proprie paure bisogna farsi violenza. Il senso delle cose gira e rigira è sempre lo stesso, ciò che cambia è il modo in cui lo dici; le parole che usi, il tono che dai, il momento in cui ti esprimi fa sì che il messaggio passi, rimanga e sedimenti.
Rabbrividisco un po' perchè mi rendo conto che, più o meno consapevolmente, anch'io a volte mi sono lasciata andare a riflessioni di vita non richieste e poco credibili, visti i miei 20 anni! Ma spesso non si tratta di vere e proprie pillole di saggezza condivise, quanto piuttosto frasi lapidarie quanto retoriche che adoro buttare in giro a caso con estrema serietà nell'attesa di vedere la reazione di chi mi ascolta (e mi ascolta).
Chissà cos'è rimasto, cos'è arrivato, cos'hanno pensato i miei giovani studenti, quando, dopo un'ora di matematica finanziaria, ho esclamato con estrema serietà: "Come passa veloce il tempo, quando ci si diverte!".

mercoledì 17 dicembre 2008

...

Fermiamoci un attimo per favore, qualcuno mi aspetti e mi dica cosa fare o anche solo una banalità: "A Natale siamo tutti più buoni"; "Prima o poi troverai la tua strada, l'importante è godersi il viaggio". Il vuoto, se mi fermo a pensare il vuoto. Non ho più neanche quei pochi pensieri sparsi che a volte mi veniva voglia di scrivere. Solo voglia di una tavola imbandita, la solita che a Natale raccoglie tutta la famiglia, che passano gli anni e sono sempre gli stessi. Quest'anno mi aspettano le foto e il filmino del Matrimonio, tanti auguri, frasi fatte, catene di san'antonio del tipo invia a 100 amici o tanta sfiga ti perseguiterà (che poi ne ho mandati tanti e non mi è arrivato niente...). Pensieri sparsi o piuttosto dispersi. Faccio fatica a raccoglierli ma forse il tempo porterà consiglio. La notte sogno pecore blu e di giorno sogno che tutto va bene così.

domenica 30 novembre 2008

Ufficio deserto ...

Ufficio ancora deserto, silenzio, parcheggio semivuoto che lentamente si riempie e silenzio. E' bellissimo, adoro le prime ore della giornata; l'impressione di essere da sola, completamente da sola in questa grande azienda. Non per l'intera giornata, perchè so che poi si riempirà l'ufficio e i corridoi, ma è bello questo momento di solitudine mattutina proprio perchè so che poi finirà. Un momento brevissimo di raccoglimento e poi, in un attimo, buongiorno buongiorno, arriva qualcuno e si inizia a lavorare.
Però la pace e la serenità di quella breve illusione mi basterà per tutta la giornata.

giovedì 13 novembre 2008

Ho scritto nero su bianco

Ieri sera sono rientrata a casa con un gran mal di testa, dopo una giornata di lavoro intensa. Troppe ore davanti al pc. Troppo lavoro. Ho seguito il consiglio della mia mamma e, arrivata a casa, mi sono infilata dritta sotto le coperte a luci spente. La pioggia che batteva sulle finestre, il rumore delle tubature del riscaldamente in funzione, ogni tanto qualche segno di vita dai vicini. Ho cercato di dormire o almeno di riposare un po', ma nella mente mi si affollavano pensieri e parole. Flash della giornata e voli pindarici della mente, nascosti dietro la lista di cose da fare, arretrati del lavoro domestico e progetti per l'indomani. Alla fine ho deciso: mi sono alzata, mi sono seduta sul divano e ho scritto. Nero du Bianco. Ho lasciato libero sfogo ai pensieri e ho scritto. Ho scritto tanto. Ho scritto dellla mia vita, del mio passato e del mio futuro. Mai del presente, non si può! Ora che lo scrivi è già passato. Ho scritto. Ho scritto della mia casa a TS, che mi manca e che dolorosamente mi rendo conto non sarà più casa mia. La mia città, il mio mare, la mia gente. Rimarrà semmai la città di mia sorella, dove cresceranno i suoi figli e non i miei. Ho scritto del mio lavoro, dei miei lavori. Quanti ne ho cambiati e quanti forse ne cambierò. Quante persone ho incontrato sul mio cammino e a quante ho lasciato un pezzo di cuore. Sempre tanto doloroso, ma più il tempo passa, più persone incontro sul mio cammino e più mi accorgo di quanto grande è il mio cuore e quanto infinito è l'affetto che porto dentro. Ho scritto che volevo fare la ballerina e che ancora voglio fare la ballerina e prima o poi lo diventerò. Ho scrito dei viaggi che mi piacerebbe fare prendendo l'aereo, la nave, il treno, partendo a piedi o semplicemente restando seduta a scrivere. Ho scritto tanto. Ho scritto l'inizio e la fine di un libro, il libro che mi piacerebbe scrivere. Ho scritto anche di un libro che avrei voluto scrivere quando ero piccola e di cui ancora conservo le prime pagine scritte con la macchina da scrivere, mi piacerebbe trovarlo quel libro e rileggerlo a distanza di tanti anni. Ho scritto poesie già sentite. Ho scritto la lista della spesa e ho scritto la parola fine. Ho scritto tanto e infine mi è passato il mal di testa.

martedì 11 marzo 2008

Perchè pensieri sparsi?

Ben pochi lo sano, ma in tempi remoti io scrivevo poesie; filastrocche allegre, che poi con gli anni si sono trasformate in poesiole in versi un po' più profonde, fino a brevi e criptiche frasi impregnate dei classici sentimenti di adolescente sognatrice e parecchie volte delusa. Ancora meno, per l'esattezza pressocchè nessuno, sono coloro che hanno letto queste mie composizioni. Non ho alcuna intenzione di scoprirmi oggi, non che io rinneghi il mio passato anzi, ma si tratta di pensieri troppo personali; questa prefazione era solo per dare una spiegazione al titolo del blog.

PENSIERI SPARSI è infatti il titolo di una di queste mie creazioni; certo un titolo scontato, usato e abusato forse, ma a me molto caro. Vorrei pubblicare almeno qualche estratto, ma davvero non ci riesco... la mia paura non è che possa venir criticata la qualità, la tecnica o quant'altro, che sono consapevole non essere brillante e alquanto infantile; ma ho il terrore che le parole lette da occhi altrui possano fraintendere e travisare l'emozione che per me portano quelle semplici parole.

Davvero strana la vita. Da bambina sognavo di fare la ballerina, ho studiato economia e mi ritrovo a lavorare per aziende del settore metalmeccanico, però continuo a sognare e ogni tanto rileggo le mie poesie di bambina.

lunedì 7 gennaio 2008

Buon 2008

Anche questo 2007 è finito e comincia un nuovo anno, utile occasione di riflessione e autocritica su quello che è stato e sui buoni propositi per l'anno appena iniziato.
Dal canto mio l'anno passato è stato pieno di cambiamenti, evoluzioni e piccole vittorie personali (prima tra tutte la laurea); non appartengo alla schiera di chi, per principio, di fronte al nuovo anno spera in un anno migliore di quello passato, perchè quello passato è stato uno schifo?! Certo non disdegno qualche miglioria, ma mi considero una persona molto fortunata felice di quello che ho e capacissima di ottenere quello che non ho!

Detto ciò gli esiti della giornata di ieri non sono stati dei migliori. Innanzitutto nessuno mi ha fatto gli auguri?! Seconda cosa la sfilata dello spadone è saltata causa pioggia e sempre per colpa del tempo parecchi pignarul non si sono accesi, i primi acquisti da saldi non sono andati a buon fine perchè ovviamente non c'era la mia taglia (e qui risulta evidente l'esigenza di una dieta!), le mie preghiere affinchè la mia casa si animasse e durante la mia aseenza si pulisse da sola non si sono avverate!
In compenso stamattina è una bella giornata, stasera rinizio anche danza e l'università si è ripopolata di giovini!

domenica 16 dicembre 2007

Solo una settimana a Natale...

Bene, manca davvero poco a Natale; intanto volevo rassicurare tutti che per la Cena di venerdì, dopo un intero pomeriggio di consultazioni, se non altro io e monica abbiamo ristretto le opzioni di scelta.

Ora si pone il dilemma della serata: "Fuga dal Natale" su canale 5; dvd dell'"Armata Brancaleone", che mi dicono essere un must, o libro???

giovedì 13 dicembre 2007

Oggi sono felice!

sarà perchè domani è venerdì e la settimana è finita, sarà che stanotte ho dormito, sarà che è stato sospeso lo sciopero dei tir, sarà che stamattina ho ricevuto un dolce regalino, sarà per tante cose ma io oggi mi sono svegliata felice!

Vabbè volevo solo comunicarlo al mondo e regalare a tutti un gran sorriso di buona giornata!


mercoledì 24 ottobre 2007

Un giorno finisce...

Ascolto Tiziano Ferro mentre si conclude un'altra giornata e mi piace sentire quella morsa allo stomaco come quando quindicenne mi struggevo di un amore sempre poco corrisposto, in realtà non smetterò mai, spero, di essere innamorata...della vita! Perchè "gioia e dolore hanno lo stesso sapore"... http://it.youtube.com/watch?v=776rIpMQ6YI